Utilizziamo i cookie, anche di terze parti, per consentire la fruizione ottimale del sito. Proseguendo la navigazione, si accetta il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni o negare il consenso, LEGGERE QUI. OK
Dal "Convegno di Lugo - 1998"

Livio Sossi

Lettori di frontiera ieri e oggi

Motivi anticipatori della narrativa per giovani adulti nella scrittura di Giovanna Righini Ricci

Io collocherei Giovanna Righini Ricci tra quelli che sono i "classici contemporanei". Calvino ci dà nove definizioni di classico. La definizione numero sei dice sostanzialmente: "un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire". In questa definizione, che a me piace in modo particolare, Calvino pone il tema dell'attualità come paradigma della classicità. Quindi, un libro è un classico quando è sempre attuale.

Perché sono attuali i romanzi di Giovanna Righini Ricci? Perché rispondono innanzitutto a quelli che sono i bisogni di lettura dei giovani adolescenti; sono attuali perché Giovanna Righini Ricci ha anticipato temi, contenuti e linguaggi di quella che oggi viene definita la "nuova letteratura per ragazzi e per giovani". Questa letteratura è nuova nei contenuti e nuova nel linguaggio, nuova nel modo di narrare, di rappresentare l'infanzia, di rappresentare l'adolescenza. Esaminiamo in parte, almeno, alcune caratteristiche importanti che ritroviamo nella scrittura di Giovanna Righini Ricci.

Innanzi tutto c'è l'inserimento dell'elemento sorpresa; l'elemento sorpresa è molto importante nella scrittura letteraria: significa stimolare l'attesa e la curiosità del lettore, ridurre al minimo gli elementi didascalici, utilizzare un linguaggio paratattico, comunicare una forte carica emotiva, aprire il testo narrativo allo spazio ipotesi. Un altro elemento importante è la scelta di porsi dalla parte del ragazzo. Ecco, questo è un aspetto molto importante che ritroviamo nella scrittura di Giovanna Righini Ricci. Per questa ragione si può parlare di "nuova" letteratura giovanile. Perché "nuova" letteratura? Che cosa c'è di nuovo? Di nuovo c e questo: gli autori oggi si collocano dalla parte dei giovani; è cambiata la prospettiva di narrazione.

Molte volte, fino agli anni Settanta (e purtroppo anche in molta editoria scolastica), la prospettiva con cui venivano scritti i libri era una prospettiva adultistica, cioè gli autori non si calavano in quella che era la realtà dei ragazzi ed era sempre ben presente l'insegnamento, la componente didascalica. Gli scrittori -torno a ripetere, soprattutto nell'editoria scolastica - tendevano a impartire nozioni; il punto di vista dell'autore era il punto di vista dell'adulto. Giovanna Righini Ricci incomincia a rovesciare questo punto di vista; rimarrà anche il punto di vista dell'autore, molto discreto, ma soprattutto ci sarà il punto di vista del ragazzo.

La prospettiva sotto cui si deve scrivere un libro è appunto questa, è la prospettiva del bambino (quando parliamo di letteratura per i più piccoli) o del ragazzo: vedere il mondo come lo vede un adolescente, vedere il mondo come lo sente un ragazzo, affrontare senza paura tutti i temi della letteratura, tutti i temi della vita di un adolescente. In questo Giovanna Righini Ricci è anticipatrice di temi che poi trovano una loro più organica strutturazione in alcune collane contemporanee di editoria per ragazzi. Io direi che Giovanna Righini Ricci ha intuito il disagio adolescenziale, la solitudine; ha intuito la fragilità psicologica dei giovani; ha cercato di dare una risposta a quelli che sono i veri bisogni di lettura dei preadolescenti, in libri che parlassero dei loro problemi veri, reali.

Ad esempio, uno dei problemi centrali nella scrittura dell'autrice è il rapporto conflittuale tra adolescenti e genitori. Esso è inoltre un altro elemento anticipatore della nuova letteratura, un elemento che rende i romanzi della Righini Ricci estremamente attuali. Il tema è trattato da Giovanna Righini Ricci con misurata discrezione. Io userei un termine che mi sembra indicativo della sua scrittura: il tema è trattato con "calviniana leggerezza". Ed è proprio questa leggerezza nella scrittura, nell'affrontare le tematiche giovanili, una delle costanti della narrativa di Giovanna Righini Ricci, che sa trovare, sempre la giusta misura nelle cose, ben conscia appunto della delicatezza dei temi affrontati. Ma pensate anche a "quando" scriveva. Il tema però è trattato, così come è trattato un altro tema caro ai giovani, quello dell'amore.

Questo è un altro punto fondamentale di attualità della scrittura di Giovanna Righini Ricci, quello di non dare ricette. L'atto formativo deve essere aperto, esplorativo, esperenziale, aperto alle dinamiche socio -culturali; e la Righini Ricci dà una risposta ai giovani, risposta che va collegata anche con la sua professione di insegnante. Io direi una risposta emozionale, che si richiama a quella che è la formatività dell'esperienza. È il sale dell'esperienza di cui i ragazzi hanno bisogno per illuminare, per mettere in luce una parte di sé che prima era nascosta; ed è in questo senso che allora potremmo definire tutti i romanzi della Righini Ricci romanzi di formazione e di crescita, romanzi che accompagnano la crescita psicologica dei ragazzi. Ma io vorrei anche aggiungere crescita spirituale, perché c'è una religiosità laica nella scrittura di Giovanna Righini Ricci.

È così che l'autrice costruisce questo suo percorso, questo suo progetto narrativo, specchio delle problematiche giovanili, interpersonali, sociali e collettive, dove è presente l'attualità e dove quest'attualità non si trasforma in attualismo. Un termine che mi piace e che io userei "traghettatrice". A questo punto, infatti, mi piace definire Giovanna Righini Ricci una grande traghettatrice, perché ha traghettato la letteratura giovanile verso nuove sponde, verso quella che è oggi la nuova letteratura, e si è fatta leggere e si fa leggere per le problematiche trattate, per il modo in cui le ha trattate: la velocizzazione della scrittura e, l'uso del linguaggio dei ragazzi. E' una traghettatrice ché ha portato la letteratura per ragazzi verso quella che è la letteratura di oggi, quindi che ha rivalutato veramente la letteratura. E' interessante vedere anche come ci siano diversi punti di vista nei lavori della Righini Ricci. C'è il punto di vista degli adolescenti e c'è il punto di vista degli adulti; ci sono degli adulti che non comunicano, però ci sono anche delle figure amicali, che sono quasi complici dei ragazzi. Ecco, anche loro vi offrono e danno un appoggio, comprendono i ragazzi. Queste sono figure molto interessanti, che ritroviamo poi nella letteratura contemporanea (penso a Matilde Dahl, per esempio).

Che cosa cercate voi in un libro? Che cosa vi piace trovare in un libro? Suspense? Ebbene nella Righini Ricci c'è una componente molto importante di suspense; la scrittrice sa catturare l'attenzione del lettore attraverso questo meccanismo. E poi? L'umorismo? Ebbene, c'è. Nei romanzi della Righini Ricci c'è l'umorismo, è presente ed è una componente molto importante anche della nuova letteratura.( A proposito del piacere di leggere un libro, mi viene spontaneo ricordare qui che Pennac dice: "Il primo diritto di un lettore è il diritto di non leggere"). Una delle dimensioni della scrittura di Giovanna Righini Ricci è la dimensione della multiculturalità. E' un altro aspetto importantissimo della scrittura di Giovanna Righini Ricci. Multiculturalità è cultura del diverso, è rispetto del diverso, a cominciare da chi ci sta vicino; avremo così, nelle opere della Righini Ricci, il tema dell'immigrazione. Hassan è un personaggio emblematico nella scrittura della Righini Ricci, perché anticipa ancora una volta; pensate che arriva clandestinamente in Italia: è quello che sta accadendo oggi, con lo sbarco degli extracomunitari.

Un'altra chiave di lettura della Righini Ricci è quella della denuncia sociale; uno degli aspetti della sua scrittura è la puntuale denuncia dei mali che affliggono la nostra società. Un altro ancora dei temi centrali della Righini Ricci è quello del rapporto tra i sessi, del rapporto con gli altri, il tema della letteratura che io ho definito relazionale, cioè quella che tratta i rapporti che intercorrono tra il ragazzo adolescente e gli altri (e gli altri sono i compagni, sono i genitori, sono gli adulti). Emerge centralmente, in tutta la produzione della Righini Ricci, questa figura di anticipatrice. Ebbene, Esperienze di educazione sessuale nella scuola dell'obbligo, edito nel 1974, contiene un'interessantissima serie di schede nelle quali l'autrice descrive in forma di cronaca spersonalizzata i comportamenti di alcuni suoi alunni e le modalità specifiche di intervento che spesso hanno risolto i problemi di questi adolescenti.

Perché considero fondamentale questo libro? Perché ci fornisce le basi teoriche, psicologiche e psico - pedagogiche della sua narrativa e dimostra proprio quanto Giovanna Righini Ricci sia stata vicina ai ragazzi, quanto li abbia compresi. Per capire la portata, la grande apertura culturale di questo testo (giustamente si parlava prima di "testo rivoluzionario"), si deve osservare che la Righini Ricci ha introdotto l'educazione sessuale nella scuola facendo parlare i ragazzi, affrontando temi come quello della pornografia e delle parolacce. Allora, per comprendere la portata culturale dell'opera della nostra autrice in questo campo, basti leggere la definizione che nel libro ella dà di omosessualità, che non fa cenno a comportamenti devianti dalla norma, ma viene indicata, vi leggo la definizione, come "tendenza erotica verso persone del proprio sesso", quindi con precisione, senza inserire giudizi di natura extrapsicologica. O, ancora, l'autrice scrive a proposito del materiale pornografico nella scuola: "Talvolta capita di scoprire che entrano nella scuola clandestinamente riviste pornografiche. Anche in questo caso- lo scriveva nel 1974 -la reazione puritana, la reprimenda, la sanzione, lo scandalo, sortiscono quasi sempre un effetto negativo; è molto meglio invece prendere decisamente in mano la situazione, affrontando il problema per cercare di capire il perché ditale comportamento". Questo è fortemente innovativo per quegli anni, quando certi temi non si potevano toccare, ma è fortemente innovativo anche oggi, perché ci sono dei libri per ragazzi che affrontano oggi questi problemi, ma vengono censurati dagli insegnanti. Rivedendo questo testo di educazione sessuale del 1974 di Giovanna Righini Ricci, rileggendo quello che diceva a proposito di educazione sessuale (il fatto che lei sostenesse che questi problemi bisogna affrontarli con i bambini e con i ragazzi, che è necessario parlarne), trovo che il pensiero della scrittrice sia straordinariamente attuale.

Il tema dell'adolescenza è centrale nella scrittura di Giovanna Righini Ricci; e che cos'è l'adolescenza? Rilke la descriveva come quello spazio di mezzo fra il mondo e i balocchi e io mi sono letto- a proposito di questa bellissima definizione di Rilke -Le scapole dell'angelo, a pag. 105 (" Vorrei essere anch'io ancora un bambino ,sospirò tra sé, scostandosi dalla finestra") e a pag. 147 ("Sedettero vicini sugli alti sgabelli rotanti e Lorenzo si sentì di colpo adulto e molto importante"). Vedete come l'adolescenza, anche attraverso le parole della Righini Ricci, sia questo oscillare continuamente tra il mondo del bambino e il mondo dell'adulto. Io mi sono già soffermato su alcuni aspetti della scrittura: primo, Giovanna Righini Ricci è fra le prime autrici in Italia a raccontare l'adolescenza; secondo, nella scrittura di Giovanna Righini Ricci i ragazzi si riconoscono e questo è un aspetto fondamentale, perché ai giovani oggi la scrittura deve dare questo; noi amiamo romanzi in cui ci ritroviamo, ritroviamo i nostri problemi, quella che è la nostra realtà quotidiana.

Abbiamo detto che Giovanna Righini Ricci ha anticipato i tempi; nelle sue opere troviamo tutta una serie di elementi anticipatori di quella che è la nuova letteratura per ragazzi, Un altro elemento anticipatore che riscontriamo nella scrittura di Giovanna Righini Ricci è il recupero del sentimento, un elemento importantissimo, come scriveva la stessa Righini Ricci nel 1984, in una lettera ad alcuni ragazzi: "Noto che tra i miei ragazzi c'è un recupero del sentimento ed è il recupero della dimensione affettiva, dell'interiorità, del parlare a sé stessi e del capirsi in un'epoca come la nostra dove c'è sempre meno spazio per l'intimità, dove tutto sembra esaltazione voyeuristica, esasperato esibizionismo che si consuma nel rito dell'effimero". Mi sembra un'occasione autenticamente educativa proposta dalla nostra autrice, appunto, che anticipa con questo recupero del sentimento i contenuti di alcune collane che verranno pubblicate poi a partire dal 1988, come "Ragazzine" e "Gaia junior". Un altro elemento importante presente nell'opera della scrittrice è la multiculturalità, cui ho accennato in precedenza. Le nostre società, pur conservando una propria identità politica, ormai sono società multietniche e multiculturali. Occorre educare a conoscere gli altri, perché la scarsa conoscenza degli altri porta a valutazioni superficiali, porta alla nascita di pregiudizi.

Un esempio è Il sogno di Hassan, libro edito da Massimo nel 1985, quando l'esodo degli extracomunitari doveva ancora iniziare. Daniele Giancane scrive a questo proposito: "La Righini Ricci sentiva -ecco l'intuizione di cui vi dicevo prima -quello che sarebbe stato il dibattito culturale degli anni a venire". Oggi il filone della multiculturalità è ben presente nell'editoria per ragazzi, con collane che sono nate recentemente, per esempio "Mappamondi" della Sinmons (con i libri bilingui) oppure la collana di Diacronia (fiabe multietniche dei vari popoli). Però qui c'è stata ancora una volta un'anticipazione. Allora ci troviamo di fronte a una narrativa articolata su una pluralità di punti di vista, un fluire narrativo pluridirezionale: quello dell'autore -narratore, a volte mascherato dietro un personaggio (la nonna Susanna); quello dei tanti ragazzi (e c'è una coralità, perché i romanzi della Righini Ricci sono romanzi corali); e non ultimo quello degli adulti, i genitori. La letteratura, per Giovanna Righini Ricci, è vita. Giovanna descrive e racconta la vita, come dice lei, al 70%; scandaglia l'animo umano (e qui uso una frase di Giovanna) "lasciando parlare le cose". Questa è la sua grande capacità: lasciare che siano i fatti a parlare e partire dalla realtà. Letteratura è vita e forse questa è la cosa più bella.

Voglio fare ancora un flash su quella che è la caratteristica fondamentale della scrittura, una scrittura che io definirei psicologico -intimista. A questo punto riconfermo che a me piace definire Giovanna Righini Ricci una grande traghettatrice, un'autrice cioè che, anticipando i tempi e i modi del narrare contemporaneo, ha portato i ragazzi a prendere consapevolezza della loro realtà. È reale il successo incontrato dall'autrice e le ristampe dei suoi libri ne costituiscono la più evidente dimostrazione. Penso di poter concludere ricordando forse il più bel messaggio che ci ha dato Giovanna e che è stato espresso ancora una volta dai ragazzi. Un ragazzo di una scuola media ha scritto a proposito di Giovanna: "Giovanna, ci hai dato una grande lezione di vita Grazie."